giovedì 3 giugno 2010

LA PREGHIERA - 3

3 PARTE: LA PREGHIERA

IL LUOGO DELL' INCONTRO: LA PREGHIERA

Come è avvenuto e dove è avvenuto il nostro incontro ?

Sicuramente nella preghiera.

Quante persone sono entrate in Chiesa hanno pregato con un gruppo o da soli ed hanno incontrato Dio.

Andrè Frossard (scrittore cattolico francese ed ex comunista come lui si definisce) racconta la sua conversione in un libro: " Dio esiste io l' ho incontrato".[1]

Nel raccontare la sua conversione, egli ci descrive di come era e come un bel giorno entrando in una chiesa fa il suo incontro meraviglioso con Dio.

Per un momento ha pregato è Dio si è presentato.

Così è stato per molti di noi.

Siamo entrati in una chiesa, in un gruppo di preghiera, abbiamo aperto le nostre labbra, il nostro cuore ed è così che abbiamo incontrato Dio.

Quando noi preghiamo per i fratelli per una nuova effusione dello Spirito Santo noi facciamo ai fratelli che ricevano la preghiera una premessa.

Questa è la tua preghiera, lo Spirito non ascolta noi, ma te.
Noi siamo qui solo per dare voce alla tua preghiera.
Se tu non chiedi non succede niente.

Ma a questo punto forse dobbiamo un pò chiarire cos’ è la preghiera.

La preghiera non è una serie di parole messe una dietro l' altra.
La preghiera non è emettere dei suoni, o assumere determinati atteggiamenti (tipo in ginocchio o braccia alzate...)

Gregorio di Nissa definisce la preghiera "homilia theou" (intrattenimento confidente con Dio).[2]
Giovanni Crisostomo parla di "dialexis" ( dialogo)[3]
Santa Teresa d' Avila ci parla invece di "Rapporto di amicizia con Dio"[4]




I MOVIMENTI DELLA PREGHIERA

Pregare è incontrare Dio.

La preghiera è il luogo dell' incontro con Dio.

La preghiera è dialogo, incontro, rapporto, abbraccio e distacco ecc. ecc.

Nella preghiera esistono due movimenti: dall' uomo verso Dio e da Dio verso l' uomo.

Spieghiamo meglio i due movimenti :

l' uomo si rivolge a Dio, eleva il suo sguardo, innalza a lui le sui braccia...
Dio parla all' uomo, si china su di lui lo copre con la sua ombra, lo riempie
del suo Spirito.

Andiamo ad analizzare i due movimenti


IL MOVIMENTO DELL' UOMO VERSO DIO.

Alla base ci deve sempre essere un atteggiamento del cuore, dello spirito.
Tutto il nostro essere deve essere rivolto a Dio, un uomo di preghiera non è colui che dice molte preghiere, ma colui che prolunga la sua preghiera.

L' uomo può pregare con un infinità di preghiere. Tutte queste nascono dai desideri dell' uomo.

Desiderio di comunicare con Dio, d' incontrare Dio.

Forse le nostre braccia alzate non sono segno di questo arrivare volere arrivare a Dio, a toccarlo...

La preghiera nella sua autenticità ha una sua dimensione dinamica, è un insieme di gesti, fatti, azioni, vediamo dunque di analizzare brevemente questo dinamismo o meglio i contenuti della preghiera:

In essa c’è ...

la domanda ( chiedere la misericordia, il perdono, la guarigione...)
la lode e la benedizione ( riconoscere Dio, ringraziare Dio, glorificare Dio....)
l' adorazione ( fissare semplicemente il nostro sguardo e adorarlo e amarlo)

Ci sono i modi pregare:

con il corpo ( con gli occhi, con la bocca, con le orecchie, con le mani
battendo, alzando, unendo le mani, inginocchiarsi, chinarsi )
camminando
con i sentimenti
con il pianto e la gioia del cuore
con l' azione (ogni gesto diventa preghiera. Le consorelle di S.Teresina di Gesù osservandola mentre lavorava nella casa dicevano: guarda non ha ancora smesso la preghiera del mattino.)



IL MOVIMENTO DI DIO VERSO L' UOMO.

Dio benedice l'uomo. (leggevo in un testo sulla preghiera, come Dio benedice
l' uomo, e si rifaceva ai nostri gruppi e diceva: in certi gruppi alcune persone si alzano e proclamano le cosiddette "profezie" che sono parole di consolazione, d' incoraggiamento, di pace...)

Dio dona la sua parola ( La sua parola che è vita...)

Dio dona la grazia del suo Spirito ( Dio ci copre con la sua ombra, il suo Spirito)

Dio ci dona il suo silenzio.


UNA NECESSITÀ PRIMARIA: PREGARE

Molte volte mi fu chiesto perché dovrei pregare tutti i giorni ?
Non basta la preghiera comunitaria una volta alla settimana ?
Non basta un ora ogni tanto ?

Ma un giorno ad una persona che mi poneva le stesse domande, gli dissi: Ma secondo te Gesù aveva bisogno della preghiera ?

Gesù era il Figlio di Dio, e attraverso l' azione dello Spirito viveva in comunione il Padre.

Se Gesù era Dio, che bisogno aveva di pregare ?

Andiamo a vedere alcuni momenti della vita di Gesù, cosa faceva prima di ricevere lo Spirito Gesù...

Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».( Lc 3,21-22)

Prima d' iniziare la sua missione in Galilea...

Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava.
Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». (Mc 1,35-36)

Prima di eleggere i dodici...

In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione.
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli... (Lc 6. 12-13)

E potremmo andare a vedere prima della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ( Mc 6.41-46; Mt 14,19-23)prima del suo discorso inaugurale, (Lc 6,12-13) prima della professione di Pietro (Lc 9, 18) prima di insegnare il Padre Nostro ( Lc 11.1-2), prima della trasfigurazione ( Lc 9, 28-29)

Durante l' ultima cena, troviamo nel vangelo di Giovanni, (Gv !7, 1ss) noi abbiamo una lunga preghiera di Gesù

E poi ancora nell' orto del Getsemani

E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà».[5]

Sulla croce... nel momento finale della sua vita, nel momento del supremo sacrificio

Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni? , che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!».
Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere , dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». ( Mc 15,34-36; Mt 27, 46)

L’ ultima frase di Gesù sulla croce gridata, è una Preghiera.

La preghiera accompagna, anzi precede ogni azione di Gesù.

Sembra quasi che ogni azione di Gesù esca se non addirittura sia il prolungamento della sua preghiera.

Gesù per il suo ministero ha una necessità, vivere in stretta comunione con il Padre.

Comunione che Gesù trova e realizza nella preghiera.

Quando i discepoli chiedono a Gesù insegnaci a pregare, Gesù dira loro: quando pregate dite Abba .

E questo ABBA equivale al nostro “papino”, così Gesù invita i discepoli ad una relazione confidenziale con il Padre, che si trova nella preghiera.

Confidenza che lui ha, perché nella preghiera si entra in comunione con il Padre.

Più Gesù prega, più è forte la comunione con il Padre, più è sicuro nella sua missione, più ha forza per fare la volontà del Padre.

Leggiamo nel libro del profeta Isaia:

Poiché dice il Signore Dio, il Santo di Israele:
«Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza,
nell'abbandono confidente sta la vostra forza». ( Is 30.15 )

E questa la nostra forza l' abbandono confidente.

Se comprendiamo quanto era necessaria per Gesù la preghiera, confidente quanto lo sarà per noi una preghiera confidente ?

La preghiera per chi vuole fare un serio cammino spirituale non può essere un "optional".

Non può essere facoltativa, non può essere affidata al caso o a nostri stati d’ animo.

Essa deve diventare necessaria come il cibo, come l' acqua, lo sono per tenere in vita il corpo.

La preghiera personale deve diventare la linfa vitale, il sangue che alimenta la vita spirituale.

Come in un rapporto di coppia o di una semplice amicizia ha bisogno del dialogo, delle carezze, dei gesti, affinché si rafforzi la relazione d' amore o di amicizia, così per un vero e serio cammino spirituale e necessaria la preghiera.

Anzi è fondamentale, principale, primario, insostituibile per un cammino spirituale.

Pregare è una necessita, insostituibile e irrinunciabile.VIVERE IL DONO : LA PREGHIERA

Nel Catechismo della Chiesa cattolico quasi tutta la quarta parte e dedicata alla preghiera.

Esso inizia con presentarci la preghiera come dono.

Dio come abbiamo già detto è il primo che si muove nella relazione con noi.

E sappiamo che se non fosse così, noi non arriveremmo mai alla sua presenza.

E Dio che prende sempre l' iniziativa è lui che ci dona la capacità di entrare in relazione con Lui.

La preghiera è un dono di Dio.

E incredibile, e mi stupisce sempre leggere nel quarto capitolo del vangelo di Giovanni l' incontro tra Gesù e la samaritana al pozzo di Giacobbe.[6]

E’ incredibile ciò che succede in quel giorno assolato, intorno a un pozzo.

Gesù prende l' iniziativa, rompe con tutti gli schemi, con i modi di pensare, e la cultura per quei tempi.

Lui (Gesù) è un uomo, un giudeo, e in un luogo all' aperto e si rivolge ad una donna, ad una sconosciuta, una straniera, che per di più è una samaritana.

Non so se ricordate la sorpresa sia della samaritana davanti a Gesù che le parla, sia dei discepoli che tornando al pozzo, lo trovano a dialogare con quella donna.

E Gesù a entrare in relazione con la donna.

Una volta nel leggere questo passo, mi venne in mente un’ immagine particolare: una donna sotto una campana di vetro e Gesù per arrivare a lei con un pugno frantuma quella campana di vetro.

Gesù rimuove ogni ostacolo, supera le barriere umane pur di arrivare a lei.

Gesù che è la sorgente d' acqua viva chiede da bere a quella donna.

Lui ci chiede da bere per primo, pur essendo la sorgente.

Dio da grande , immensurabile diventa assetato di noi, della nostra amicizia.

Questo semplice gesto di Gesù di chiedere dell' acqua è il desiderio di Dio che ci desidera.

In quel pozzo su un monte sotto un sole infuocato si svolge uno degli incontri più importanti dell' umanità.

La sete di Dio s' incontra con la nostra sete.

Ecco la preghiera: "Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui" ( S. Agostino)

Ebbene Gesù dice alla samaritana: "Se tu conoscessi il dono di Dio"[7]

Ebbene questo è il primo dono di Dio all' uomo: la preghiera.VIVERE L' ALLEANZA: LA PREGHIERA

Un altro punto di cui ci parla il Nuovo Catechismo Cattolico e la preghiera come Alleanza.

Cosa vuol dire fare un alleanza ? Impegnarsi reciprocamente.

Dio mette molto da parte sua, noi cosa possiamo mettere?

Dobbiamo sapere che il centro della preghiera è il nostro cuore, più volte la scrittura ci parla del cuore che prega.

Quando preghiamo il nostro cuore s' avvicina a Dio, e quando non preghiamo il nostro cuore si allontana.

Il nostro cuore è anche il luogo dove dimora Dio.

Il luogo dove trova riparo il nostro Dio è il nostro cuore.

Il nostro cuore è il luogo dell’ incontro e quindi il centro dell' alleanza anche se essa è comunitaria.

Vi pongo una domanda: quale possono essere i modi concreti amare Dio ?

Sicuramente uno è la preghiera e un altro è la fedeltà.

La preghiera cristiana è una relazione anzi è il vincolo dell' Alleanza.

La formula : Tu sei il nostro Dio e noi siamo il tuo popolo ( una frase che viene molte volte usata per indicare l' Alleanza con Dio) deve essere pronunciata con le labbra ma deve essere vissuta con il cuore.

E’ nella preghiera che si dimostra vera questa formula.

Una preghiera che sgorga dal cuore verso Dio, che sigilla quotidianamente la alleanza.

La preghiera di chi ogni giorno si inginocchia davanti al suo Dio per adorarlo, lodarlo e glorificarlo e il sigillo quotidiano dell’ Alleanza.

E quindi nella fedeltà alla preghiera che noi concretamente viviamo la nostra alleanza con Dio.

Quattro sono i punti che possiamo riassumere :

la preghiera come incontro
la preghiera come necessità
la preghiera come dono
la preghiera come alleanza

Riflettiamo invece :

Cosa pensiamo che sia la preghiera ?
Com’ è la nostra preghiera?




[1] Andrè Frossard Dio esiste io l’ ho incontrato; Ed SEI
[2]AA. VV La preghiera ( n. 43) p.29 Ed.Messaggero Padova
[3] idem
[4] idem
[5]Mt 26,42 - Mc 14, 36 - Lc 22,42
[6]Giovanni 4,1ss
[7] Giovanni 4,

LA PREGHIERA - 2

2 PARTE : L' INCONTRO

CHI È COLUI CHE CHIEDE DI FARE ALLEANZA ?

COLUI CHE CHIAMA.

Tutte le storie incominciano con un incontro... anche la nostra storia inizia con un incontro.

Un incontro tra noi...e qualcun' altro. Chi abbiamo incontrato ?

E' la stessa domanda che pose Gesù hai suoi discepoli

Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».
Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» [1]

Noi non troviamo nessuna difficoltà a dire come Pietro : Gesù è il Figlio di Dio.

Per la gente, però, Gesù è di tutto; un rivoluzionario, un socialista, un moralista, un fondatore di una religione o di un' ideologia....o che altro.

Ma non per noi ... noi sappiamo che abbiamo incontrato Dio.

Il nostro incontro è stato tra noi e Dio.

E sappiamo, perché molte volte l' abbiamo sentito dire, durante molti insegnamenti e da molte persone, che li iniziativa di questo incontro è sempre di Dio.

La Bibbia non definisce mai Dio, ma ne descrive l' azioni.
Molto spesso queste azioni sono sintetizzate in titoli divini.
E tra queste spicca un titolo: ho kalon, (ossia Dio è colui che chiama.)

Il primo gesto è sempre compiuto da Dio.

Nel libro di Jean Guitton che parla di Marta Robin c' è riportato un dialogo tra il filosofo e la mistica Marta, su una frase di Blaise Pascal :

Le dissi: "Marthe, io non ho la fede".
Mi rispose: "Allora la sosterrò io. Ma Dio non vuole che si bussi alla porta accanto, quando c'è un portone spalancato" aggiunse.
Un silenzio, poi disse: "Del resto, lei non lo cercherebbe, se Lui non l'avesse già trovata".[2]

Noi non avremmo neanche la forza o il solo desiderio di Dio, se lui non fosse proteso alla nostra ricerca.

"Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi"[3]

Dio è Colui che chiama e chiama continuamente l' uomo.LA VOCAZIONE DELL' UOMO

La chiamata di Dio consiste nell' invitare pressantemente e continuamente tutti gli uomini:
per essere partecipi della sua gloria...
per obbedire alla verità...
per essere santi come lui e santo.


Così leggiamo nella scrittura:

e questo per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso vasi di misericordia, da lui predisposti alla gloria, ( Rm 9,24)

ma ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta; (1Pt 1,15)


Dicevano che il primo gesto, la prima azione viene sempre da Dio.

Dio chiama all' esistenza l'intero universo.

Con la sua parola Dio pone in atto una vocazione alla vita in tutte le cose.


Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
Come in un otre raccoglie le acque del mare,
chiude in riserve gli abissi.
Tema il Signore tutta la terra,
tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,
perché egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste.
( Salmo 33, 6-9)

«Dio dei padri e Signore di misericordia, che tutto hai creato con la tua parola, (Sap 9,1)

Sì, la mia mano ha posto le fondamenta della terra, la mia destra ha disteso i cieli.
Quando io li chiamo, tutti insieme si presentano. (Is 48,13)


E il cosmo da parte sua risponde alla chiamata alla vita narrando la sua gloria.

I cieli narrano la gloria di Dio,
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento. (Salmo 19-1-2)

L’ uomo all' interno della creazione è chiamato anch’ esso alla vita ma ha un ruolo del tutto particolare.

L' uomo secondo il racconto delle origini è chiamato a un ruolo centrale nella creazione.

L’ uomo è chiamato ...

...ad essere ed esercitare un ' identità con Dio

Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò. ( Gen 1,27)

Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. ( Gen 2, 8)

...ad essere suo collaboratore in rapporto al creato

Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. ( Gen 2, 15)

che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi; ( Salmo 8, 5-7)

...ad essere suo interlocutore


Il Signore creò l'uomo dalla terra e ad essa lo fa tornare di nuovo.
Egli assegnò agli uomini giorni contati e un tempo fissato, diede loro il dominio di quanto è sulla terra.
Secondo la sua natura li rivestì di forza, e a sua immagine li formò.
Egli infuse in ogni essere vivente il timore dell'uomo,
perché l'uomo dominasse sulle bestie e sugli uccelli. (Sir 17,1-4)

..ad essere protagonista con Dio del proprio destino.

Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro perché ragionassero.
Li riempì di dottrina e d’ intelligenza, e indicò loro anche il bene e il male.
Pose lo sguardo nei loro cuori per mostrar loro la grandezza delle sue opere.
Loderanno il suo santo nome
per narrare la grandezza delle sue opere.
Inoltre pose davanti a loro la scienza e diede loro in eredità la legge della vita.
Stabilì con loro un'alleanza eterna e fece loro conoscere i suoi decreti.
I loro occhi contemplarono la grandezza della sua gloria,
i loro orecchi sentirono la magnificenza della sua voce.
( Sir 17, 5-11)


Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti». ( Gen 2, 16-17)

Tutti sappiamo come l' uomo ha risposto alla prima chiamata.

La risposta non è stata positiva, essa ha creato una frattura tra l’ uomo e Dio.

Ma Dio non abbandona la sua creatura: " Ma il Signore Dio chiamo l' uomo e gli disse: - Dove sei ? -[4]

Ebbene Dio continua a prendere l' iniziativa e a cercare l' uomo.
E questo richiamo di Dio ( Dove sei) corre nei secoli, fino a noi oggi e nei tempi futuri.

Dio continua a cercare l'uomo.

Nella scrittura noi leggiamo decine di fatti in cui Dio prende l' iniziativa e va incontro all' uomo e lo chiama; lo chiama per nome.

Tutte le nostre storie potrebbero essere scritte nella Bibbia.


RICAPITOLANDO

Ad ogni incontro fra Dio e l' uomo corrisponde una chiamata, una vocazione.
Dio è colui che chiama e chiama alla vita tutte le cose.
Dio chiama alla vita l’ uomo, al quale Dio dà un ruolo centrale nella creazione.
Ancora oggi Dio chiama l’ uomo.




RIFLETTIAMO

sul nostro incontro con Dio.
Sulla nostra chiamata personale, e sulla nostra risposta.
Sulla nostra vocazione.





[1] Matteo 8,13 -16
[2]Jean Guitton Ritratto di Marthe Robin; Rusconi p 31
[3] Giovanni 15,16
[4]Genesi 3,9

LA PREGHIERA

1 PARTE : FARE CHIAREZZA

INTRODUZIONE
Prima di parlare dell' alleanza dovremmo insieme riflettere su alcune cose.
Oggi siamo in un epoca che crea e distrugge tutto in breve tempo.
Nasce un' idea, diventa una moda e svanisce tutto nel breve arco di una stagione.

Tutto ciò che diverso in questa nostra società industriale, dello spot e della moda viene fagocitata, digerita e cosi uniformata al resto, facendogli così in breve tempo perdere ogni forza nella sua idea.

Ogni idea che nasce, ogni idea nuova che ha successo viene presa dai mass-media e a come si dice a tamburo battente viene amplificata, divulgata suscitando entusiasmi effimeri, leggeri, superficiali, senza farli entrare in profondità.

In questo modo molte parole, che hanno un senso, un significato forte entrano nel linguaggio comune entrando così in una moda del parlare, vengono usate a proposito e a sproposito creando alla fine solo un senso di confusione.

Per chiarire questo prendiamo per esempio alcuni termini ...

LAICO
CARISMA e CARISMATICO
COMUNITA'
ALLEANZA



LAICO

Partiamo dal primo termine Laico.
Cosi leggiamo nel Vocabolario Nuovo Zanichelli :

Chi non fa parte del clero, che non ha ricevuto gli ordini sacerdotali (latino ecclesiastico laicu dal greco Laikòs popolare e derivato da laos "popolo".)

Noi siamo d' accordo con il vocabolario.

Con il termine laico noi intendiamo coloro che fanno parte della Chiesa e non hanno ricevuto consacrazione specifiche... ciò tutti i fedeli del popolo di Dio.

Nella Christifidelis laici (Esortazione apostolica di Giovanni Paolo II ) il Santo Padre risponde alla domanda Chi sono i fedeli laici.

Leggiamo: Nel dare risposta all' interrogativo " chi sono i fedeli laici", il Concilio, superando precedenti interpretazioni prevalentemente negative, si è aperto a una visione decisamente positiva e ha manifestato il suo fondamentale intento nell' asserire la piena appartenenza ai fedeli laici alla chiesa e al suo mistero e il carattere peculiare della loro vocazione, che ha in modo speciale lo scopo di “cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio”.
Col nome di laici - cosi la costituzione Lumen gentium li descrive - si intendono qui tutti i fedeli ad esclusione dei membri dell' ordine sacro e dello stato religioso sancito dalla Chiesa, i fedeli cioè, che dopo essere stati incorporati a Cristo col Battesimo e costituiti Popolo di Dio e a loro modo resi partecipi dell' ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per la loro parte compiono nella Chiesa e nel mondo la missione propria di tutto il popolo cristiano”.[1]


Purtroppo i mass-media usano questo termine per indicare quelle persone o quelle realtà che non hanno niente in comune con il religioso.

Cioè coloro che non si riconoscono nella morale cristiana o perlomeno sotto l' autorità ecclesiastica.

In teoria dovrebbero essere coloro che si sentono fuori (o lo sono di fatto) dalla comunione della Chiesa.

E quindi è laico Craxi, è laico Spadolini, e laico D' Alema e che certo non sono laici come noi.

Quindi per noi laico è il non consacrato, fuori è il non religioso.


CARISMA e CARISMATICO

Pur essendo cresciuto in ambiente fortemente religioso, educato in un collegio cristiano da religiosi prima da suore e poi da educatori cattolici ( laici e sacerdoti) le parole carisma e carismatico mi erano del tutto sconosciute.

Quando incontrai i “carismatici” la sola parola con il loro significato fu una immensa sorpresa, compreso tutto quello che ne consegue.

Per me, nella mia cultura cristiana e giovanile, lo Spirito dava i sette doni...ma non avevo mai sentito parlare di queste cose, dei carismi.

Poi piano, piano scopri il significato, di che cosa è un carisma, e quindi chi è un carismatico e poi tutto quello che ne segue.

Scoprii che la parola "CARISMA" e una parola inventata da S. Paolo che vuol dire: manifestazione della Grazia.

E quando Paolo parla della Grazia si riverisce all' azione dello Spirito Santo.

Quindi il carisma è una manifestazione dello Spirito Santo.

Quindi leggiamo in un lettera di Paolo: Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi l'insegnamento, all'insegnamento; chi l'esortazione, all'esortazione. Chi dá, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.[2]


oppure...Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo... E' lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.[3]

Quindi lo Spirito si manifesta nell' uomo e così in colui in cui si manifesta lo Spirito Santo diventa un Carismatico.

Poi si scoprono tante persone vicino a noi, e come noi carismatiche: San Filippo Neri, Santa Teresa D'Avila, San Francesco d' Assisi e tutti i santi ... ma anche qualche sacerdote più vicino a noi, i vescovi (e non solo quelli che parlano bene del Rinnovamento)

Un bel giorno si scopre una cosa strana... uno apre il giornale e legge un titolo: “Il carismatico Khommeini invita gli Iraniani alla guerra Santa"

un altro giorno..." Rimini Convegno Socialista: Craxi con il suo carisma incanta la assemblea."

Anche se Khommeini è un leader religioso c'è un pò di confusione in chi scrive l’articolo non conosce bene l' Islam, e si possono anche accettare certe affermazioni.

Ma Craxi?

Nascono allora delle domande.

Ma forse avranno confuso il convegno carismatico con quello socialista.

Oppure i socialisti hanno cominciato a pregare e così Craxi ha ricevuto una effusione di Spirito Santo.

O io non ho capito niente sui carismi, oppure mi hanno imbrogliato nello spiegarmi cosa erano.

Vediamo cosa ci dice il vocabolario.

Carisma dal greco Charìsma derivato da Charis - grazia.
Dono dello Spirito Santo
Grazia concessa in forma e con effetto soprannaturale.

Ma c'è scritto anche...

Prestigio personale derivante da innate capacità di
comando, forza di persuasione e presa sul pubblico.

Succede così che il termine entrato nel linguaggio con un significato, ha finito per essere usato per spiegare un' altra cosa.

E la stessa cosa succede con il termine carismatico:

1 Colui che ha il dono.
2 Colui che fonda la legittimità del suo comando sull' innata capacita di comando.

Una volta si diceva che uno aveva una forte personalità, un' ascendente sulle persone, che aveva un certo fascino sulle folle, un prestigio personale... era un trascinatore, un capo nato...oggi è un carismatico.

Ma per noi non è la stessa cosa.


COMUNITÀ

Anche qui abbiamo una parola che ultimamente viene usata per indicare genericamente i più svariati modi di associarsi, o di stare semplicemente insieme

Fino ad una quindicina di anni fa questa parola era usata pochissimo, ora viene usata nei più svariati luoghi per indicare le più svariate situazioni.

Abbiamo comunità carismatiche, comunità di vita, comunità scolastiche, comunità montane, comunità marine, ecc. ecc.

Anche per questo termine c'è una specie di inflazione che ne svuota il contenuto, ne annacqua il contenuto.

Specialmente in ambiente cattolico c'è un uso indiscriminato di questo termine tanto da sembrare che sia una moda definirsi comunità.

Ad esempio si parla sempre della comunità parrocchiale, si usa questo termine per indicare la vita parrocchiale, eppure molte volte, come ci diceva Mons. Casale ultimamente a Rimini[4], questa realtà di comunità parrocchiale non esiste.

Molti gruppi di preghiera o giovanili, o di altre forme usano spesso il termine "comunità" per indicare se stessi, il loro modo di stare insieme, anche se molte volte non hanno niente in comune con una forma vera di comunità.

Molti gruppi e aggregazioni laicali, giovanili o no, esistono per nobili motivi e altamente positivi, solo che molte volte usano delle terminologie per identificarsi che non aiutano a presentarsi per quello che essi sono, ma usano delle terminologie che vanno di moda....tipo “comunità”.

Dico questo perché la comunità non può essere una moda.

Di cosa ci possiamo rendere conto vedendo la vita di una comunità, che questo stare insieme non è finalizzato ad un semplice stare insieme o per fare temporaneamente qualcosa insieme, anche se nobile.

Stare insieme perché non sappiamo che fare o perché qualcuno mi ha invitato a partecipare oppure ho trovato la cosa interessante.

Noi che viviamo un esperienza di comunità non siamo una comitiva di amici, anche se l' amicizia è uno dei fondamenti del nostro stare insieme, è uno dei collanti della comunità.

Vediamo cosa ci dice il vocabolario alla parola comunità:

1. Gruppo sociale la cui caratteristica fondamentale è un grado medio di coesione realizzata in base a comuni origini, interessi pratici e idee dei componenti.

2. Pluralità di persone unite da relazioni e vincoli comuni di varia natura, in modo da costruire un organismo unico.

3. Insieme di persone che vivono insieme accettando uno stesso sistema di vita.

Confrontiamoci.

Il nostro stare insieme parte ha un punto preciso che abbiamo in comune, passa per un presente definito ed è proiettato nel futuro.

Il nostro stare insieme non è statico come molte realtà ecclesiali, è dinamico, è continuamente in movimento.

Il nostro punto in comune è GESÙ CRISTO; il nostro presente è la risposta che diamo ogni giorno, è il nostro SI; e il nostro futuro è la MISSIONE comune che Lui, Gesù Cristo nostro Signore, ci ha affidato.

Intorno a questa triplice realtà nasce, vive, cresce e si moltiplica una vera comunità cristiana.

Questi sono alcuni dinamismi di una comunità cristiana.

Parliamo di una comunità cristiana, perché altre realtà possono vivere la realtà della comunità avendo come primo punto d' incontro non Gesù Cristo, ma un ideale mentre per noi è chiaro che il primo punto in comune è Gesù Cristo la sua persona e non il suo ideale.

Vedendo sotto questa ottica ci si rende conto che molte realtà che si definiscono comunità, mancano di quei dinamismi che la rendono comunità.

Manca il punto in comune
Manca il senso comune della risposta o dello stare insieme.
Manca l' obiettivo futuro da raggiungere.

Abbiamo bisogno di riscoprire all' interno della realtà ecclesiale un linguaggio che chiarisca e non confonda non un uniformismo grigio, sterile, arido, vano che genera confusione, incoerenza e contraddizioni.

Abbiamo bisogno nella Chiesa di uomini coraggiosi.

Qualche giorno fa sentivo per radio, una persona lamentarsi di questi nostri giorni piena di persone grigie, e diceva che non nascono più poeti, esploratori, santi... ebbene noi dobbiamo smentirla.

Dobbiamo dimostrare che sono nati nuovi, profeti, nuovi santi, nuovi eroi.


ALLEANZA

Tutta questa premessa prima di entrare nello specifico dell' alleanza, era importante perché questo termine che indica una azione profonda e particolarmente importante, da diventare un punto fondamentale della nostra vita futura.

Una volta venivano costruite le case mettendo, quattro pietre squadrate agli angoli poi avendo come riferimento i quattro angoli tiravano su le mura.

Ora noi sappiamo che Gesù Cristo è diventato per noi pietra d' angolo.

Quindi Gesù è una pietra d’ angolo, una pietra di riferimento per costruire la nostra casa, anche l' alleanza è una pietra d' angolo.
Noi non possiamo affrontarla con leggerezza.

Non possiamo fare nessuna ALLEANZA se prima non avremo compreso in profondità i suoi canoni, i regolamenti, i codici ecc. ecc. Tutte queste cose devono essere iscritte nel nostro essere, nella nostra mente, nel nostro cuore.

Oggi si parla già molto di Alleanza ma molte volte in modo superficiale.

Vediamo cosa ci dice il vocabolario: ALLEANZA

1. Accordo con cui due o più stati s' impegnano a un reciproco aiuto a fini politici, specialmente nell' ipotesi di una guerra che coinvolga uno di essi.
2. Unione fra partiti, enti, persone o simili creata per scopi d' interesse comune.


Allora è chiaro che parlare di Alleanza è parlare di un accordo tra noi e qualcuno altro. Questo qualcun altro, nel nostro specifico è il Signore.

E chiaro quindi che l ' Alleanza di cui noi parliamo è un alleanza tra noi e Dio.

Un gesto che non possiamo fare con superficialità o leggerezza.

Dobbiamo ponderare bene ogni nostro gesto.

Dobbiamo chiarire, prima di proseguire un paio di cose.


PRIMO

Tutti noi abbiamo ricevuto la cosi detta "preghiera di effusione".

Essa non è stata un nuovo sacramento, ma una particolare preghiera di intercessione, affinché noi potessimo fare una nuova e piena esperienza dello Spirito Santo.

E noi in quel momento non abbiamo ricevuto un nuovo Spirito, ma soltanto abbiamo preso coscienza di ciò che avevano già ricevuto.

Noi abbiamo preso coscienza dello Spirito Santo ricevuto una prima volta nel Battesimo e poi c’è stato riconfermato con l' unzione con il sacro crisma da parte del vescovo, durante il sacramento della Riconfermazione ( Cresima).
Con la preghiera d' effusione noi abbiamo preso coscienza di cosa vuol dire vivere sotto l' azione dello Spirito, e abbiamo accettato di vivere una nuova vita sotto l’azione dello Spirito.


SECONDO

Quando noi parliamo di alleanza, noi non parliamo di una nuova alleanza, come se fosse una cosa nuova.

L’ alleanza di cui parliamo e la stessa Alleanza che abbiamo fatto con il battesimo confermata con la cresima ed è stata suggellata con l’ Unzione, con il sigillo dello Spirito.

Vivere questa Nuova Alleanza non è altra che prendere coscienza della vera Alleanza fatta per noi confermata da noi, riconfermata ...

Prima di riconfermarla ancora una volta, dovremmo riflettere sull’ Alleanza.

Penso che sono molte le domande alle quali dovremo dare delle risposte.

Chi è colui che ci offre la sua alleanza?
Con chi entro in alleanza?
Perché fare l’ Alleanza?
Cosa comporta fare Alleanza?
Ecc. ecc.



[1] cap 9
[2] Rm 12, 6-8
[3] Ef 4, 6-13
[4]Relazione di Mons. Casale, vescovo di Foggia durante il Convegno degli animatori, Rimini Novembre1994