domenica 15 novembre 2009

Testimoni Dei nostri tempi

INTRODUZIONE

Vogliamo oggi parlare dell’ essere luce, iniziamo quindi con leggere un breve posso delle Sacre Scritture:
La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! (Matteo 6,22-23)

Leggendo questo passo, mi vengono in mente alcuni grandi di questo mondo che sono stati luci per la gente in questo periodo.
I grandi uomini che sono stati profeti in questo secolo ?
Gandhi
Martin Luther King
Isaac Rabin

Spero che li conoscete.
Sono uomini che con la loro vita hanno illuminato questo nostro secolo.
Tre uomini appartenenti a tre religioni diverse, e nessuno dei tre è cattolico.
Gandhi era indù, Isaac Rabin ebreo, (forse laico), M. Luter King era pastore battista.
Essi hanno avuto un sogno in comune: la pace e la giustizia per quesato mondo
Perché pace e giustizia, perché non può esistere l’una senza l’ altra.
Inolttre in comune tutte e tre hanno avuto una morte che è stato una testimonianza della loro vita, una morte che è stato un vero martirio.

GANDHI.
Gandhi era un indiano, nato a Porbandar, aveva studiato da avvocato, inoltre aveva viaggiato molto e fin da ragazzo ha sempre combattuto contro l’ ingiustizia razziale dapprima in Sudafrica dove inizio la sua carriere di avocato e poi in India.
Gandhi, durante la permanenza in Inghilterra, aveva conosciuto il cristianesimo e la figura di Gesù Cristo, come scriverà nella sua biografia tutta la sua filosofia della non - violenza, fu fortemente influenzata dal Vangelo.
Leggendo la sua biografia, mi sorepnde quando afferma: che lui non è diventato cristiano solo perché era rimasto scandalizzato dai cristiani.
Una sua frase divenuta ormai celebre: Senza dubbio io sarei cristiano se i cristiani lo fossero 24 ore al giorno.[1]

Di certo la figura di Gesù Cristo, scoperto leggendo i vangeli lo ha impressionato fortemente.
Gandhi è stato l’ animatore della rivolta indiana alla Gran Bretagna, rivolta condotta con la filosofia della non violenza.
Tutta la sua vita è stata dedicata alla non violenza e alla lotta contro le ingiustizie razziali.
Fu ucciso nel 1948, da un fanatico giovane indù, con un colpo di pistola sparato a bruciapelo
Il motivo del insano gesto dell’indianio: il digiuno di Gandhi per porre fine alle discriminazioni dei governanti Indù contro i mussulmani. Aveva digiunato perché i mussulmani potessero tornare e viveri liberi a Nuova Dehli.

MARTIN LHUTER KING
Conosciamoabbastanza bene anche la storia di M. Luther King, pastore della chiesa battista.
Nato nella Georgia ad Atlanta, egli ha dedicato la sua vita a combattere la l’ingiustizia razziale, ma con il cuore rivolto al vangelo di Gesù Cristo.
Iin un suo famoso discorso tenuto ad gran folla inquieta e tempestosa, dopo un attentato alla sua casa, disse:
“ Se avete armi, riportatale a casa; se non le avete non cercate di procuravele. Non possiamo risolvere il problema con la violenza della ritorsione Dobbiamo far fronte alla violenza con la non - violenza...
Gesù proclamava “ Amate i vostri nemici benedite coloro che vi offendono; pregate per coloro che vi perseguitano”. Questo è ciò con cui dobbiamo vivere.

Martin Luther King aveva un sogno, un sogno che nasceva dalla sua intima comunione con il suo Dio, un Dio che non aveva colore, un sogno che lui ci racconta...
Io sogno che un giorno questa nazione sorgerà, vivrà il vero significato del suo credo: Ho il sogno che un giorno sulle rosse colline della Georgia, i figli degli antichi schiavi e i figli degli antichi schiavisti saranno capaci di sedere insieme aI tavolo della fratellanza.
Io sogno che un giorno anche lo Stato del Mississippi, uno stato soffocante per l’ afa dell’ oppressione sarà trasformato in un oasi di pace e di giustizia
Ho il sogno che un giorno i miei quattro figli un giorno vivranno in una nazione in cui non siano giudicati per il colore della loro pelle ma daI valore della loro personalità.

Nel 1964 per i suoi ideali Martin Luther King ricevette il Nobel per la pace, nel 1968 egli fu assassinato da un sicario a Memphis mentre era su un balcone di un motel.[2]


ISAAC RABIN

Terzo uomo è un uomo recentissimo ISAAC RABIN.
Tutti ne abbiamo sentito parlare come l’uomo della pace israeliana - palestinese.
Personalmente non lo conoscevo. Ma mi ha impressionato la sua figura non tanto per quanto ho letto su di lui, ma per come i suoi nemici ne hanno parlato.
Gli amici agli elogi funebri parlano sempre bene dei loro amici, e nemici non infieriscono davanti al cadavere del loro nemico.
Che Rabin sia stato un uomo di pace, io lo capito da ciò che hanno fatto i suoi nemici.
Ho letto di Arafat che è stato per molti anni nemico d’ Israele, dire di Rabin : “A mio figlio un giorno spiegherò che Yitzhak era un nostro cugino” .[3]
Arafat era dispiaciuto perché la sicurezza gli aveva proibito di andare a Gerusalemme per i funerali, ma due giorni dopo in privato è andato a trovare la moglie di Rabin a casa sua.
Re Hussein di Giordania erano trent’ anni (da quando bambino vide l’ assassinio di suo nonno) che non metteva più piede a Gerusalemme, ma non ha potuto restare nella sua casa alla morte di quello che lui ha chiamato fratello mio.
“Fin quando vivrò sarò orgoglioso di averlo conosciuto e di aver lavorato con lui come fratello, come amico, come uomo “[4]

Un arabo ha chiamato l’ ebreo fratello mio.
Quale uomo meraviglioso doveva essere questo Rabin da farsi amare sia dai suoi amici che dai suoi nemici e da ispirare nella nipote sentimenti di alta poesia e profondo amore:
“Perdonatemi se non parlerò di pace, parlerò di noi nonno...
Tu eri il fuoco de nostro accampamento, ora il fuoco si è spento e noi abbiamo freddo.[5]

I MODELLI SPIRITUALI

Qualcuno potrebbe domandare ma uomini cattolici che hanno illuminato la nostra epoca non c’è ne sono ?
E qualcuno potrebbe rispondergli ed obiettare nello stesso tempo e il Papa? E madre Teresa di Calcutta ?

Dio ci ha donato in questa epoca uomini cristiani cattolici che sono veramente meravigliosi.
Alcuni nomi... Jean Vanier, Dom Helder Camara, Mons Romero, Don Orione, o Don Carlo Gnocchi, Carlo Carretto, Santa Teresina del Bambino Gesù e Santa Elisabetta della Trinità e tanti altri ...

Fra le luci del mondo cattolico voglio parlare oggi due persone... un uomo e una donna.
L’ uomo sicuramente ne avete già sentito parlare, ma la donna è stata una scoperta anche per e ve la presento
Lui è Carlo di Gesù o Charles de Foucauld , lei e Maddalena Delbrel

Conoscerli ci aiuta sicuramente ad andare avanti nel nostro cammino.


CHARLES DE FOUCAULD

Carlo di Gesù ( come amava farsi chiamare) ha vissuto una vita degna di essere raccontata.
Basta nominare il suo nome e subito ci vengono alla mente il fascino dell’ordine da lui fondato, un ordine religioso il cui carisma e la ricerca degli ultimi, dei poveri.
Un ordine in continua espansione o meglio dire in continua crescita di vocazione (come l’ordine di madre Teresa di Calcutta, forse per la comune vocazione nel servire il povero).
Degli osservatori spirituali nessuno avrebbe scommesso sul cosiddetto “successo” per certi aspetti strepitoso della spiritualità di Carlo di Gesù.
Il successo è forse dovuto alla osmosi della vita contemplativa con il servizio o meglio una vita condivisa con gli umili i poveri.
Carlo di Gesù non ha mai cercato luci o palcoscenici spirituali, ecclesiali sui quali annunciare le sue teorie. Sognava comunità di vita contemplativa e di servizio che non hanno mai avuto successo quando lui era ancora in vita. Sognava “piccole fraternità” di vita, che solo vent’ anni dopo la sua morte si sono realizzate con successo.
La sua vita spirituale non è mai stata lineare, ma sempre improvvisa alla ricerca della sua vocazione più intima, il nascondimento, cammino segnato da varie tappe.
Carlo era un figlio di una ricca famiglia e nobile, era in effetti un visconte[6]. Visse in gioventù una vita brillante e dissipata, divenne ufficiale di cavalleria e combatte in Algeria, fu dispensato dal servizio militare per indisciplina.
Congedato divenne esploratore del Marocco dove viaggiando a piedi e travestito esplorò questo paese allora quasi tutto sconosciuto, pubblico anche un volume di un alto valore scientifico.
Tornato a Parigi fu folgorato dalla figura di Gesù Cristo, sotto l’ influsso dell’ abbè Huvelin, e ciò che lo colpi fu una frase dell’ abbè: Gesù Cristo ha talmente preso l’ ultimo posto che nessuno glielo rapire.

Carlo, entra dapprima nella trappa ( ossia in un convento cistercense), vive per un certo tempo osservando le regole monastiche.
Lascia il convento per andare a Nazareth a fare il domestico in un convento di clarisse, vivendo una vita dura e alla ricerca della più vera umiltà.
Si spoglio di ogni suo avere prima di diventare sacerdote (1901).
Infine lascia anche il convento di clarisse per andare a Beni Abbes in Algeria per testimoniare Cristo tra i mussulmani, vivendo come i mussulmani.
Ma Carlo lascerà poi anche Beni Abbes per andare a vivere a Tamanssaret tra i Tuareg[7].
Qui visse un vita di povertà e di umiltà alternando una vita contemplativa e di servizio dei più poveri, anzi dei poverissimi, e di studio.
Carlo visse la sua missione di “Apostolo del Sahara”, al di fuori di ogni schema di missionarieta.
Nei suoi scritti leggiamo le spinte della sua religiosità: Appena credetti che c’è un Dio, compresi che non potevo fare altrimenti che vivere solo per lui

Egli cercò di vivere alla ricerca continua di accedere al suo Dio inaccessibile.
Egli aveva compreso che la via per arrivare al suo Dio, era Gesù di Nazareth.
Carlo cerco la via del nascondimento, nella condivisione con i più poveri, vivere tra i poveri
Carlo di Gesù cerca l’ ultimo posto per condividerlo con il suo amato.
E incredibile come attraverso la figura di Carlo si arriva a comprendere una grande verità, molto volte sottovalutata.
Gli uomini che vivono veramente nello Spirito, hanno bisogno di restare con i piedi in terra.
Più gli uomini vivono una forte esperienza dello Spirito, più hanno bisogno della concretezza materiale.
Carlo di Gesù aveva bisogno di immagini per progredire nella sua vita spirituale.

Qualcuno può essere colpito dal Gesù profeta, o dal Gesù taumaturgo o dal Gesù maestro, in Carlo di Gesù e l’ immagine del giovane carpentiere che predomina.
Il Gesù uomo, che ha vissuto nascosto del proprio lavoro. Egli ci dirà nei suoi scritti:
Ho sete di condurre la vita che cerco da sette anni ( che ho inutilmente cercato alla trappa ) che ho intravisto e indovinata camminando per le strade di Nazareth già calpestata dai piedi di Nostro Signore, povero artigiano nascosto nell’abiezione e nell’oscurità.

Carlo di Gesù non ha teorizzato nessuna vita spirituale.
Egli ci ha solo parlato della sua vita spirituale, vita impostata sulla sequela di Cristo, nei suoi scritti troviamo scritto:
Il mezzo più semplice per migliorarci e unirci al cuore del nostro sposo e di fare, di dire, pensare tutto con lui e come lui, tenendosi alla sua presenza e imitandolo..
Qualunque cosa uno faccia, dica, pensi, dirsi: come faceva, diceva, pensava Egli in simile circostanza, che cosa farebbe, direbbe, penserebbe al mio posto?

Carlo di Gesù è morto per mano di uno dei suoi. Carlo di Gesù è morto assassinato durante la prima guerra mondiale per mano di un rivoltoso.


MADEILENE DELBREL[8]

MadDalena Delbrel per parecchi, me compreso è una sconosciuta.
Eppure è una pioniera del cristianesimo moderno.
Maddalena era una donna “preparata da Dio per 30 anni per farci vivere tempi del concilio e post - concilio.”

Pur essendo vissuta negli anni prima del concilio (infatti è morta nel 1964 in pieno concilio) Maddalena e diventata famosa negli ambienti cristiani nei primi anni post - conciliari.
Maddalena era figlia di un funzionario francese, ebbe una giovinezza brillante, ed era anche una ragazza intelligente e dotata.
Alla età di 22anni ebbe un premio di poesia, ed ella crebbe studiando arte e filosofia.
L’ ambiente in cui crebbe ebbe delle influienze negative sulla sia vita spirituale, tanto che divenne atea e scriveva all’ epoca della sua giovinezza: “Dio è morto; viva la morte”

Maddalena ebbe una conversione violenta e improvvisa, anche se era stata anticipata da una ricerca di Dio.
La conversione di Maddalena è stata paragonata a quella di S. Paolo di Tarso.
Maddalena si senti afferrata da Dio e a lui si diede senza riserve.
Ma Maddalena al contrario di tante persone che afferrate da Dio che si consacrano a Lui in una vita nel carmelo sceglie un altra strada.
Maddalena è stata una pioniera, ha scelto la di rimanere nella strada.
Maddalena sceglie di rimanere nel cuore delle masse, non in modo rassegnato, ma in piena coscienza della sua vocazione.
Basta leggere un suo scritto intitolato “Noi delle strade”[9] per comprendere il suo messaggio:
C’ è gente che Dio prende e mette da parte,
Ma c'è ne altra che egli lascia nella moltitudine che non ritira dal mondo.
E' gente che fa un lavoro ordinario,
che ha una famiglia ordinaria,
che vive un’ ordinaria vita celibe.
Gente che ha malattie ordinarie, e lutti ordinari.
è la gente dalla vita ordinaria.
Gente che s’ incontra in una qualsiasi strada
Costoro amano il loro uscio che si apre sulla via, come i loro fratelli invisibili al mondo amano la porta che si è richiusa definitivamente sopra di essi.
Noialtri gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messi è per noi il luogo della nostra santità .

Maddalena ha compreso che ci sono cristiani audaci che hanno trovato nella strada ciò che i gli eremiti hanno trovato nel deserto e i monaci nelle mura dei conventi.
Maddalena ha aperto la strada della nuova evangelizzazione.
Quella delle nostre città sempre più atee.
Maddalena scrive: Noi delle strade siamo certissimi di poter amare Dio sin quando avrà voglia di essere amato da noi... Ciascun atto docile ci fa ricevere Dio e dare pienamente Dio in un grande libertà di spirito. Allora la vita è una festa.[10]
Maddalena lascia la sua casa e la sua agiatezza per andare ad abitare in un quartiere operaio di Parigi: Ivry.
Un quartiere terribile dove gli abitanti erano divi in due clan i cristiani da una parte e i comunisti dall’ altra. E qualunque persona nuova che andava a risiedere nel quartiere era costretto a schierarsi.
I cristiani vivevano una vera e propria persecuzione da parte dei non cristiani.
Sacerdoti e cristiani conosciuti erano presi a sassate e insultati per le strade, e c’erano delle vere battaglie tra i ragazzi delle varie fazioni.

Maddalena ha raccontato questa sua esperienza che è durata 30 anni in un libro: Città marxista, terra di missione.
Maddalena svolse il lavoro di assistente sociale e di missionaria con passione e competenza nella sua città.
In un altra sua lirica[11] o poesia Maddalena c’ illumina sulla missione:
In ogni tempo lo Spirito ha sospinto nel deserto coloro che amano.
Missionari senza battello, attanagliati dallo stesso amore, lo stesso Spirito ci sospinge verso altri deserti.
Dalla sua duna di sabbia il missionario in bianco vede la distesa delle terre non battezzate.
Dall’ alto di una grande scalinata di metrò, missionari in giacca o in impermeabile, vediamo di gradino in gradino, nell’ ora in cui c’è più folla, una distesa di teste, distese che freme aspettando l’ apertura dei cancelli.
Cappelli, baschi, berretti, capelli di tutte le tinte.
Centinaia di teste. Centinaia di anime.
Noi li in alto.
E più in alto e dappertutto Dio.

La missione di Maddalena non è stata di un semplice annuncio... ella ha scoperta il movimento comunitario dei cristiani.
Riuniti i suoi amici in gruppi di condivisione il cui progetto era: il vangelo letto come si mangia il pane.
Al vangelo Maddalena ritorna continuamente senza stancarsi per cercare conformare la propria vita.
MaddaleNa considera il Vangelo l’ unico statuto della sua vita, e del gruppo di vita di cui fa parte e di cui è l’ animatrice.

Maddalena legge e lo rilegge il vangelo, lo scruta, lo annota, lo ricopia per obbedire al vangelo.
Maddalena vive la sua contemplazione nella lettura e nello studio del vangelo, e vive l’ amore di Dio nelle strade della sua città.


ESSERE LAICI

Due storie, due luci nel mondo di oggi
Carlo e Maddalena.
Tutte e due hanno scelto di vivere tra i poveri.
Uno ha consacrato se stesso ai poveri nel sacerdozio e nel essere eremita tra i Tuareg, l’ altra ha consacrato se stessa nel laicato tra gli operai della sua città.

Due storie diverse per utile per comprendere la nostra spiritualità.
Tutti coloro che abbiamo citato avevano una cosa in comune: la chiarezza della loro missione.
Sapevano chi erano e cosa volevano.
Noi siamo chiamati come loro ad essere luce.

Come possiamo diventare luce ?
Il primo passo da fare e chiarire chi siamo.
Noi possiamo servire colui che abbiamo incontrato in due modi o come Carlo di Gesù o come Maddalena.

Andiamo con ordine.
Noi che abbiamo incontrato Gesù vogliamo servire Gesù.
Ma non sta ha noi scegliere se vogliamo se una strada o un altra.
Se essere religiosi o laici.
E lui che ha scelto, perché la salvezza viene dal Signore, e con lui la nostra vocazione.
Essere quindi religiosi o laici e rispondere alla nostra vocazione.
Vediamo quindi cosa vuol dire essere laici.
Per il mondo, per il suo linguaggio il laico e colui che non fa parte del religioso, ossia o un non cristiano, un ateo o qualsiasi cosa che non ha che fare con la chiesa.

Quindi si dice che certi partiti sono laici, certi personaggi come Craxi, o D’ Alema sono laici.
Ma per noi cristiani non è così.
I laici sono un’ altra cosa.
Il termine laico non è presente nella Bibbia.
Gli appartenenti al popolo di Dio erano nominati in diversi modi: chiamati (kletòi) o santi ( hàgioi), o discepoli (mathetài), o fratelli ( adelfòi).

Quando appare quindi il termine laico ?
Appare in un secondo tempo nella chiesa primitiva.
La parola laico (dal latino laikos) deriva dal termine laos che vuol dire popolo.
Esso appare nella prima volta in una Lettera di Clemente.
I. De La Potterie, in uno studio semantico[12] in cui ha comparato testi pagani ebraici e cristiani ha dimostrato che il termini laikos deriva da laos, ma ha un contesto ben preciso.

Il laico non è il singolo individuo di un popolo. Bensì un individuo appartenente ad un gruppo etnico opposto ad un altro, o di una categoria opposta a un’ altra o della massa in rapporto all’ autorità ma che ambedue contrapposizioni appartengono allo stesso popolo.
Quindi con il termine laico si intende il semplice credente in contrapposizione al clero.
Tertulliano diceva che il termina laico, indica un cristiano che non è nè vescovo né sacerdote né diacono, in breve che non appartiene al clero[13]

Come dobbiamo vivere come laici e quale è il nostro ruolo dentro la Chiesa.
Certo c’è stato un cambiamento dentro la Chiesa sulla figura dei laici.
Certo sono molti lontani i tempi in cui Mons. Talbot scriveva: Qual’ è l’ambito dei laici? Cacciare, sparare, divertirsi...! Ciò è di loro competenza, Quanto a immischiarsi negli affari della Chiesa non ne hanno il minimo diritto.[14]
Sono lontani i tempi in cui i laici erano esclusi dal ricevere la comunione o dal leggere la Bibbia.
Sono finiti i tempi in cui il laico aveva un spiritualità di serie B.
Dal concilio Vat. II c’è stata una riscoperta forte del laicato.
Il laico sta riprendendo il suo ruolo dentro la chiesa, ruolo che ancora non è ben definito, ma che con gli anni sta divenendo sempre più chiaro.
E la Chiesa si sta domandando quale il ruolo del laico oggi.



LA MISSIONE DEL LAICO

Il laico oggi giorno nella Chiesa sta passando da un ruolo passivo, ad un ruolo attivo.
Questa riscoperta del proprio ruolo ci porta a comprendere come il laicato e il clero sono uniti dalla comune chiamata al sacerdozio divino.
Tutto il popolo di Dio è sacerdote.
Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce; 1 Pt 2,9

Tutti, indistintamente, tutti i battezzati sono sacerdoti, perché membri dell ‘ unico popolo, del unico Dio.
Non dobbiamo confondere il sacerdozio comune di tutti i cristiani, con il sacerdozio particolare o ministeriale.
Il sacerdozio comune di noi laici ci permette di fare un sacco di cose, che non sono in concorrenza con il sacerdoti.

Non possiamo confessare, ne celebrare messa, ne celebrare matrimoni, ma in caso di necessità possiamo battezzare, possiamo evangelizzare, possiamo santificare il mondo.


LA DEFINIZIONE DI LAICO
Cerchiamo di dare una definizione di Laico.

1) I laici sono membri del popolo di Dio
L’ abbiamo già detto e ridetto i laici sono membri con tutti i doveri e i diritti del popolo di Dio
Ossia l’ origine e il fine, la grazia, la dignità, la missione e la vocazione hanno una comune radici, sia del clero che dei laici: Gesù Cristo.

2) I laici si distinguono dai chierici e di religiosi.
Cioè i cristiani al contrario dei chierici devono trovare la santificazione personale nelle cose terrestri e temporali.La ricerca della perfezione evangelica ha una strada diversa.

3) I laici sono chiamati a santificare gli aspetti secolari della vita.
Non ci sono bisogno di altre parole per il momento.Ebbene se siamo quindi chiamati a vivere il nostro sacerdozio regale cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo vivere la triplice funzione del sacerdozio divino in Cristo Gesù: profetico, regale, liturgico.
Ne abbiamo parlato tante volte fra di noi, ma penso che dobbiamo parlarne ancora e di più.
La nostra fraternità deve sempre più capire e approfondire il senso del sacerdozio comune, perché deve scoprire la propria vocazione laica.
Soltanto approfondendo il nostro essere laico e trovando una spiritualità laica noi potremo arrivare alla santità
Oggi giorno ci sono molte realtà che vivono da laici, ma con dinamiche, o meglio con una spiritualità pseudo religiosa.
Cosa vuol dire vivere la funzione profetica del nostro sacerdozio:
diventare testimoni autentici della parola.
Testimoni con la parola con l’ annuncio, perché la forza del vangelo risplenda nella vita quotidiana, familiare e sociale ( LG 35)[15]... perché il divino messaggio sia conosciuto e accettato da tutti gli uomini su tutta la terra ( AA 3)[16]

la funzione liturgica
la funzione liturgica si esplica soprattutto attraverso il “ il culto spirituale” ossia tutta la vita: il lavoro, la preghiera, la lotta per la giustizia, la sofferenza quotidiana, le piccole croci, le rinunce o i digiuni o i famosi fioretti, tutto diventa “offerta spirituale:
anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. ( Pt 2,5) Ma tutto trova il naturale apice nella celebrazione comunitaria della Eucarestia.

La funzione regale
leggiamo in un documento conciliare ...liberate dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla gloriosa libertà dei figli di Dio ( LG 36).
Recuperare al divino le cose materiali e temporali.
Cooperare con Cristo che vuole sottomettere tutte le cose liberate dalla schiavitù del peccato, personalmente vuol dire vincere con libertà spirituale , la schiavitù dell’egoismo.

AZIONI DEL LAICATO

Le azioni specifiche del laico sono ricapitolabili in tre grandi temi:
a) L’ evangelizzazione
b) l’ animazione cristiana delle realtà temporali
c) la promozione umana

a) L’ evangelizzazione
Quello di evangelizzare è un comando che ci viene da Gesù stesso, ed è un comando indirizzato a tutto il popolo senza nessuna esclusione: Come il Padre ha mandato, me così io mando voi ( Gv 20,21)
Tutta la Chiesa, in tutte le sue componenti e inviata a evangelizzare il mondo.
Parlano dell’ evangelizzazione Paolo VI ha sottolineato : è la grazia e la vocazione propria della chiesa la sua identità più profonda[17]
Quindi tutti siamo in stato di servizio permanente a disposizione dell’ evangelizzazione.

b) l’ animazione cristiana delle realtà temporali.
Quale sono le realtà temporali ... la politica, la vita sociale, il mondo del lavoro, l’ economia, i mezzi di telecomunicazioni, la famiglia ecc.
Ma anche la arte, la cultura, la moda, la musica... dovunque c’è un uomo c’è una realtà temporale ed è dovere di ogni cristiano animarlo e conquistarla a Cristo.
Un cristiano che trascurasse i suoi compiti, i suoi doveri temporali, trascurerebbe nello stesso tempo i suoi doveri verso Dio e verso il prossimo mettendo a rischio la sua stessa salvezza.
Non possiamo essere divisi in noi stessi, curare gli aspetti religiosi e trascurare le realtà temporali, dobbiamo curare ambedue aspetticon la stessa serietà.
Si legge alla fine di un documento del 1972 dell’ episcopato francese :
<< Nessuna cristiana, nessun cristiano può restarsene tranquillo finche uno sono dei suoi fratelli è, in quanche luogo, vittima dell'ingiustizia e dell'oppressiune o in condizioni degradanti...
Il cristiano non è un rassegnato... Ogni cristiano perciò deve sentirsi chiamato in causa dalla politica. Ogni volta che gli è possibile, deve essere un cittadino attivo... nel cercare il superamento di una città imperfetta in una città meno im perfetta"... La sua fede non lo di stoglie certamente da una lotta per porre fine alla ingiustizia, alle disuguaglianze, alle oppressioni, a patto di riconoscere l’ avversario e la parte di verità che è in lui, per quanto duro possa esser tale confronto >>
La nostra civiltà contemporanea e sempre meno cristiana, sta a noi laici recuperare a Cristo tutte le cose.

c ) la promozione umana
Questa è forse la nota più dolente: la promozione umana.
Quanto tempo è stato sprecato.
Quanto poco tempo viene dedicato alla crescita personale dell’ uomo.
Che tristezza quando in certe realtà cristiane, invece di aiutare l’ uomo a riscoprire i valori cristiani, e la libertà da ogni forma di schiavitù sociologica, economica e culturale, si fa una specie di lavaggio del cervello al fine di avere delle perosne che sono incapaci di pensare ma solo di obbedire ciecamente.
Che tristezza vedere fratelli schiavi psicologicamente in pseduo realtà cristiane
La promozione umana trova la sua forza nella volontà di giustiza.
Trova la sua forza nel desiderio che ogni uomo possa essere libero, adulto e maturo.
Quanto tempo viene dedicato alla crescita umana e spirituale all’ interno delle nostre parrocchie.
Dobbiamo approfondire il discorso della promozione umana, perchè attraverso di essa si può costruire una società più giusta, più umana, più vera.
Chiudiamo l’ argomento sul laicato dicendo che possiamo perfezionare il nostro cammino solo incarnandosi nel mondo .
Vivendo una spiritualità di inserimento nel mondo.
Come direbbe Maddalena vivere la nostra vita ordinaria crescendo nell’amore per Gesù e vivendo con rettitudine le condizioni di vita ordinaria, i doveri del mondo, le tipiche attivita del mondo ( famiglia, lavoro, ecc) conformandoci al disegno di Dio.
LE BEATITUDINE

Dopo la nostra lunga introduzione leggiamo la seconda lettura che il Signore ci ha dato:
Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: <Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo.
Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
( Luca 6,20-23)

Alla luce di ciò che abbiamo detto non diventano queste parole un progetto di vita.
Il Signore ci chiama anche a noi ad essere luce, luce per i mondo che ci circonda, è lui ci indica la via.
La via delle beatitudini. Vivere le beatitudini e avere un vero è proprio programma di vita.
Questo discorso, che Gesù nella sua vita pubblica deve aver fatto più volte è un vero proprio programma di vita.
Il discorso delle beatitudini ci riporta ai poveri di Jawhe : i piccoli, gli umili, gli oppressi, le persone le cui prove hanno avvicinato Dio.
Gesù non solo ci invita a essere mite, umile, misericordioso ecc. ecc. Egli ci invita anche a guardare coloro che sono i depositari delle beatitudini. Coloro che sono al centro delle beatitudini.
Sono le stesse persone che vittime della società o delle prove della vita (ossia gli oppressi, gli infelici, gli affamati ...) sono al centro delle attenzioni di Carlo di Gesù, di Maddalena, di Teresa di Calcutta ecc. ecc.

Ecco la nostra strada...
Ascolta, Israele, i comandamenti della vita, porgi l'orecchio per intender la prudenza. Perché, Israele, perché ti trovi in terra nemica e invecchi in terra straniera? Perché ti contamini con i cadaveri e sei annoverato fra coloro che scendono negli inferi? Tu hai abbandonato la fonte della sapienza!
Se tu avessi camminato nei sentieri di Dio, saresti vissuto sempre in pace. Impara dov'è la prudenza, dov'è la forza, dov'è l'intelligenza, per comprendere anche dov'è la longevità e la vita, dov'è la luce degli occhi e la pace. Baruc 3, 9-14

E la nostra vita, la pace del nostro cuore è sulla strada che porta ai poveri.
























Conclusione

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.

Ecco l’ invito che ci rivolge oggi a tutti noi il Signore.
Essere luce, ma questo non può succedere in un solo giorno, ci vuole un cammino, biosgna volerlo con forza, bisogna avere un programma.

Martin Luther King aveva un suo programma:
meditare quotidiamente sulla predicazione e la vita di Gesù Cristo
ricordarmi che il movimento non violento ha per scopo laricerca della riconciliazione e della giustizia e non la vittoria:
conservare neI mio comportamento e nelle mie parole l'atteggiamento dell’ amore, perchè Dio è amore.
pregare tutti i giorni e domandare a Dio di essere il suo strumento perchè tutti gli uomini possano essere liberi;
sacrificare i miei interessi personali perché tutti gli uomini possano essere liberi
praticare verso amici e nemici le regole abituali della cortesia.
Cercare di consacrarmi regolarmente al servizio delgi altri e del mondo.
Astenermi da ogni tipo di violenza: nelle parole, nei gesti, nel cuore.
Sforzarmi di osservare una igiene spirituale e fisica.



Quale potrebbe essere il nostro programma di vita ?











[1]Gandhi - Il profeta dell’ India libera T. Bosco ( Collana Campioni) ed Elle di ci
[2] E curioso notare nell’ enciclopedia Rizzoli la diversità tra Henry King e Martin Luther King.
King (Henry) regista, cinematografico americano nato in Virginia....
King ( Martin Luther ) pastore battista negro-americano nato in Georgia...
perché per Martin c’è stato bisogno di sottolineare il negro e per Henry non c’è bianco-americano ?
[3]Corriere della sera 7 Nov 1995
[4] idem
[5] idem
[6] Enciclopedia Universale Rizzoli Laruosse vol VI pag 516
[7] popolazione nomade del Sahara, vivono in villaggi provvisori, nel secolo scorso erano dediti alla razzia delle carovane che attraversano il deserto.
[8] Nuovo Dizionario di Spiritualita Modelli spirituali pag 1015ss ed Paoline
[9] Noi delle strade di M. Delbrel ed Gribaudi pag 65
[10] op. cit. Pagg 68-69
[11] op. cit pag 71
[12] Semantica : Ramo della linguistica che si occupa delle strutture del significato (Enciclopedia Rizzoli Larousse vol XIII pag. 628.)
[13] Nuovo Dizionario di Spiritualità Laico pag 814 ( S. Fiores - T. Goffi) Ed. Paoline
[14] idem pag. 815
[15] LG . Lumen Gentium
[16]AA Apostolicum Actuositatem ( decreto del Conc Vat II sull’ apostolato dei laici)
[17]Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi ( evangelizzare il mondo contemporaneo) 14

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