lunedì 24 marzo 2014

La Conversione (1parte)



Il Bivio

Su una rivista di automobilismo[1] c’era una foto molto curiosa.
In essa c’era fotografato un cartello stradale, uno di quei cartelli tondi con fondo blu che sono cartelli di direzione obbligata.
In questo cartello stradale c’era indicato un obbligo particolare … si era obbligati ad andare in tutte le direzione. [2]
Tutti coloro che hanno la patente,  dovrebbero sapere che questi tipi di cartelli obbligano gli automobilisti a seguire certe direzioni ad esempio: solo dritti o solo a destra e così via.

Guardando questo cartello “particolare” ci viene da domandarci quale direzione siamo obbligati a seguire?
Da quale parte siamo obbligati ad andare?
Guardando questo cartello noi siamo obbligati ad andare da qualunque parte o da nessuna parte.
Applichiamo questa segnaletica stradale alla  nostra vita.
Da che parte stiamo andando, qual è l’obiettivo della nostra vita? Dove ci obbliga ad andare un cartello simile?

Quante volte abbiamo sentito paragonare la nostra vita spirituale ad un cammino.
Quante volte sentiamo dire: camminare verso.
Quante volte sentiamo dire “il nostro cammino spirituale”.
I fratelli neocatecumenali si definiscono non come diciamo noi  le “comunità neocatecumenali” ma “ il cammino neocatecumenali”.
Possiamo affermare senza paura di sbagliare che il progresso spirituale può essere paragonato ad un “camminare, un andare verso…”

Camminare verso Dio.

Metaforicamente ognuno di noi è in cammino verso qualche cosa e in questo camminare siamo arrivati ad un incrocio, forse un bivio, insomma siamo arrivati ad un punto in cui noi siamo chiamati a scegliere.
Un incrocio con un cartello che indica tutte le direzioni, ma noi dobbiamo scegliere dove andare.
Ma è un semplice scegliere una strada o è qualcosa di più? Scegliere cosa ?  Scegliere chi?
 Non affrettiamoci a dire semplicisticamente: scegliere Gesù.
Non diamo risposte affrettate.
Troppe volte diamo risposte banali, scontate e affrettate delle quali poi ci pentiamo.
Prima di rispondere poniamo delle domande:
 Dove sto andando nel mio cammino spirituale ?
Qual è l’obiettivo della mia vita?
So bene scegliendo una strada al posto di una altra a cosa vado incontro ?
Cosa significa scegliere ora ?
Cosa scegliere ora ?
 Prendiamo alcuni minuti prima rispondere?

LA METANOIA  ( LA CONVERSIONE)

Gesù inizia la sua predicazione con un invito esplicito. Non gira intorno al problema, non cerca mezzi termini, non cerca compromessi, non fa giri di parole, non gira introno al problema.
Il suo invito  è chiaro.
Leggiamo infatti nei vangeli le prime parole che Gesù rivolge a chi lo ascolta
 
Matteo 4,17
Da allora Gesu cominciò a predicare e dire: “Convertitevi, perché si avvicinato il regno dei cieli” 
Marco 1,14-15
...predicando il vangelo di Dio e dicendo: “Il tempo è compiuto e si è avvicinato il regno di Dio; convertitevi e credete nel vangelo”.
  
Nella versione della Bibbia interconfessionale noi leggiamo : “Cambiate vita”,  mentre nella traduzione della Bibbia di Gerusalemme invece leggiamo “Convertitevi”, ma il senso è lo stesso. Nel testo originale in lingua greca, noi leggiamo la parola “METANOIA”, la quale è stata tradotta sia con “convertitevi” o “cambiate vita”.
Ma letteralmente però dovrebbe essere tradotto con “girate su voi stessi”.

METANOIA” quindi vuol dire letteralmente: cambiamento radicale, cambiamento di direzione o di rotta…”
Questo cambiamento di rotta, cambiamento radicale, applicato nella nostra vita spirituale va inteso come un cambiamento  totale di noi stessi, una rotazione totale della nostra vita.

Perché questo cambiamento di direzione o di rotta?
Con le nostre opere attuale, non ispirate a Dio,  noi ci allontaniamo da Lui, se vogliamo tornare a Dio dobbiamo girarsi su noi stessi e tornare indietro, impostare la nostra vita su altri valori, impostarla su colui dal quale ci stiamo allontanando.
Tutti noi siamo un po’ come quel giovane della famosa parabola del “figliol prodigo” , che prese tutte le sue cose è se ne andò alla ricerca di chi sa cosa e in questa sua ricerca si era allontanato dal Padre.

Oggi l’invito per noi è tornare indietro, volgere le spalle a ciò che  ci richiama lontano da Dio, girarsi su noi stessi per tornare a Dio.

Questo cambiamento va inteso come un cambiare il cuore e la mente. Perché andare lontano da Dio vuol dire allontanarci con il cuore e la mente da Dio.
La conversione non è solo comprendere che Dio esiste, o comprendere che Dio  ci ama
La conversione quella vera è un cambiamento del cuore e della mente che dura tutta la vita.
Paolo ci dice nella lettera ai romani: Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. [iii]

Conversione è cambiare mentalità 

Convertirsi è cambiare modo di pensare, modo di agire, modo di vivere, modo di amare, modo di sentire, di giudicare…

Noi eravamo su un cammino che non conduceva a Dio, ed oggi siamo chiamati a tornare indietro… ornate indietro dal vostro cammino perverso e dalle vostre opere malvagie.  [iv]
E ancora possiamo leggere: Volgetevi a me e sarete salvi,[v]
Eravamo  su una strada che era incompatibile con Dio.

Bob Mumford racconta in un articolo un suo dialogo con Dio.
Bob sente che Dio ci dice: “Bob io te siamo incompatibili
E  Bob rispose: “Lo so Signore
Allora il Signore aggiunse: “IO NON CAMBIO”.

Se vogliamo  essere compatibili con il Signore dobbiamo cambiare noi.
La vita vecchia, la vita di prima, era una vita che ci portava lontano da Dio.
La vita di prima ci spinge verso un luogo dove non c’è Dio.
Non possiamo non dire che su questa via c’è chi ci spinge con forza, chi sarà questa persona che ci spinge in questa strada?
Lo stesso che suggerì ad Eva di mangiare del frutto dell’albero del bene e del male.
La scrittura ci invita a lasciare questa vita, e ci invita a farlo oggi, non domani, non fra una settimana o fra un mese… oggi, adesso.
L’invito è per oggi.
Leggiamo nel profeta Isaia: L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. [vi]


Cambiare Concretamente. Rinunciare a Satana

Cambiare vita, cambiare mentalità, cambiare modo di pensare  vuol dire rinunciare a molte cose.
Cambiare questa vita, la conversione è innanzi tutto un rinunciare a Satana.
Questa rinuncia a parole la facciamo tutti, chi di noi vuol essere servo di satana? Con le parole nessuno, di fatto poi con le azioni e le opere,  noi ci comportiamo come coloro che appartengono a satana
Quando noi facciamo le rinunce battesimali nelle varie occasioni che ci vengono presentate (la notte di Pasqua e poi altre) il celebrante ci dice: rinunciate  a satana
E noi rispondiamo: Si Rinuncio.
Ma poi ci sono altre due domande che ci pone il celebrante:
rinunciate a tutte le sue opere e le sue seduzione?
rinuncia al peccato?
e  noi rispondiamo “Si Rinuncio
Ma questa rinuncia molte volte è solo a parole.
Le opere e i frutti di Satana sono il peccato in noi.
Lui ci istiga continuamente a peccare, ma non è lui che pecca in noi, ma siamo sempre noi a compiere il peccato.

Mi diceva tempo fa un sacerdote: “quando sto nel confessionale mi sento come una discarica autorizzata”. Ognuno scarica i suoi peccati come fosse un sacco pieno di mondezza da gettare nel cassonetto.
Non dobbiamo pensare al peccato come una serie di gesti o di azioni compiute.
Il peccato non è solo una serie  di opere ingiuste o sbagliate, perché molti pensano che il peccato è solo una serie di gesti o di azioni.
Ad es,: ho detto delle bugie, ho bestemmiato, ho fatto sesso, ho rubato, ho pettegolato, ho ferito il fratello ecc ecc
Questo non è il peccato, esse sono le opere del peccato, il peccato è rifiutare l’amore di Dio e questo rifiuto si vede nelle opere.
Il peccato è rifiutare l’amore di Dio, è non accettare l’amore di Dio verso di noi, è non compiere la sua volontà e quindi le opere manifestano  questo NO all’ amore di Dio.
San Giovanni ci dice: Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui[vii]


Cambiare Concretamente. Rinunciare agli idoli

San Giacomo ci dice: Non sapete  che amare il mondo è odiare Dio?[viii] Il segno di questo non amore verso Dio sono le opere che compiamo.
Leggiamo infatti nella lettera ai Galati: Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge…[ix]
Quindi non c’è da rinunciare solo a satana, dobbiamo rinunciare anche ai frutti del nostro cuore: gli idoli.
L’idolo è ciò che occupa il centro del nostro cuore ed occupa lo spazio che appartiene al nostro Dio.
L’idolo si annida al centro del nostro cuore, quello dovrebbe essere il posto di Dio.
L’idolo è il nostro tesoro, per il quale noi viviamo.
All’idolo noi ci asserviamo, a lui ci inchiniamo e lo amiamo.

Ma cosa sono gli idoli, che cosa è il nostro idolo?
Una volta anticamente gli idoli erano gli dei del mondo greco-romano, poi sono diventati i vari dei, dei popoli non cristiani…
Ma, oggi, noi possiamo dire che i veri idoli  sono il potere, il sesso, gli hobby, il lusso, i viaggi, la famiglia, il lavoro, ecc. ecc .
Anche se oggi nessuno ammetterebbe di avere degli idoli.
Il tentativo di questa nostra società, del mondo di  oggi è quello di far sparire il peccato.
C’è una strategia demoniaca che si sta realizzando… qualcuno disse che il capolavoro del demonio e  stato quello di far credere che lui non esiste.
In effetti moltissima gente crede che il demonio non esiste.
Scomparso il diavolo, scomparso il peccato, scompaiono gli idoli, Dio è relegato in luogo inaccessibile, alla fine l’uomo diventa il centro dell’universo capace di salvarsi da solo.
 L’uomo diventa il Dio di se stesso.
L’uomo di oggi  è di fatto un uomo che crede, ma solo che ogni uomo crede al suo dio, un dio fatto su misura su se stesso.

Questa è la strategia del demonio… indurci ancora una volta a mangiare dell’albero del bene del male.
L’uomo da solo sa cosa è bene e cosa è male.
Scomparso il peccato scompaiono gli idoli e allora a che serve Dio ?
Ma gli idoli non sono scomparsi… sono nascosti sotto altri nomi che regnano sovrani nel cuore dell’uomo.
Nessuno oggi direbbe di essere un avaro con l’idolo del denaro… ma che è un parsimonioso con un forte senso del risparmio.
Oggi nessuno direbbe di avere l’idolo del potere….
Oggi nessuno direbbe di avere l’idolo della sessualità…
Ecco allora che la conversione è saper rinunciare agli idoli che ci sono nel nostro cuore e lasciare che il oro posto sia preso dal Signore.
Ci dice la scrittura: Convertitevi, abbandonate i vostri idoli e distogliete la faccia da tutte le vostre immondezze,[x]


CAMBIARE CONCRETAMENTE: Rinunciare ai sentimenti negativi
 Il terzo passo da fare e rinunciare ai nostri risentimenti e rancori.
Non può esserci vera conversione se non c’è una rinuncia al nostro modo di pensare.
Molte volte nel vostro cuore si annidano rancori e forti risentimenti.
Non dico che arriviamo ad odiare ma certamente verso qualcuno un sentimento di vendetta si potrebbe nutrire.
Di quante persone aspettiamo che cadano, che sbagliano per finalmente godere della loro disgrazia.
Quante volte dietro il pensare: “finalmente si è scoperto per quello che era, io l’avevo detto che prima o poi sarebbe caduto” c’è un sentimento di rivincita che attendavamo da tempo.
Non possiamo avere in noi questi sentimenti, non c’è li possiamo permettere.
Se vogliamo essere trovati degni di Cristo dobbiamo avere in noi gli stessi sentimenti che furono in Gesù.
Infatti nel momento di maggior dolore Gesù ebbe solo sentimenti di misericordia verso l’umanità.
Gesù non tramò vendetta nel suo cuore, anzi il perdono regnò sovrano nel suo cuore.
E così deve essere per noi, in noi, per essere trovati degni di Lui.


Ricapitolando

La conversione si basa su tre azioni di rinuncia:
rinunciare a satana
rinunciare al peccato e agli idoli
rinunciare ai nostri sentimenti sbagliati, cattivi e negativi.



[1] Quattroruote.
[2]  Vedere cartello o disegno complementare
[iii] Romani 12,2
[iv] Zaccaria 1,4b
[v] Isaia 45,22
[vi]  Isaia 55,7
[vii] Giovanni 2, 15
[viii] Giacomo 4,4
[ix] Galati 5,19-20
[x] Ezechiele 14, 6

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