Il Bivio
Su
una rivista di automobilismo[1] c’era
una foto molto curiosa.
In
essa c’era fotografato un cartello stradale, uno di quei cartelli tondi con
fondo blu che sono cartelli di direzione obbligata.
In
questo cartello stradale c’era indicato un obbligo particolare … si era
obbligati ad andare in tutte le direzione. [2]
Tutti
coloro che hanno la patente, dovrebbero
sapere che questi tipi di cartelli obbligano gli automobilisti a seguire certe
direzioni ad esempio: solo dritti o solo a destra e così via.
Guardando
questo cartello “particolare” ci viene da domandarci quale direzione siamo
obbligati a seguire?
Da
quale parte siamo obbligati ad andare?
Guardando
questo cartello noi siamo obbligati ad andare da qualunque parte o da nessuna
parte.
Applichiamo
questa segnaletica stradale alla nostra
vita.
Da
che parte stiamo andando, qual è l’obiettivo della nostra vita? Dove ci obbliga
ad andare un cartello simile?
Quante
volte abbiamo sentito paragonare la nostra vita spirituale ad un cammino.
Quante
volte sentiamo dire: camminare verso.
Quante
volte sentiamo dire “il nostro cammino spirituale”.
I
fratelli neocatecumenali si definiscono non come diciamo noi le “comunità neocatecumenali” ma “ il cammino
neocatecumenali”.
Possiamo
affermare senza paura di sbagliare che il progresso spirituale può essere
paragonato ad un “camminare, un andare verso…”
Camminare verso Dio.
Metaforicamente
ognuno di noi è in cammino verso qualche cosa e in questo camminare siamo
arrivati ad un incrocio, forse un bivio, insomma siamo arrivati ad un punto in
cui noi siamo chiamati a scegliere.
Un
incrocio con un cartello che indica tutte le direzioni, ma noi dobbiamo scegliere
dove andare.
Ma
è un semplice scegliere una strada o è qualcosa di più? Scegliere cosa ? Scegliere chi?
Non
affrettiamoci a dire semplicisticamente: scegliere Gesù.
Non
diamo risposte affrettate.
Troppe
volte diamo risposte banali, scontate e affrettate delle quali poi ci pentiamo.
Prima
di rispondere poniamo delle domande:
Dove sto andando nel mio cammino
spirituale ?
Qual è l’obiettivo della mia vita?
So bene scegliendo una strada al posto
di una altra a cosa vado incontro ?
Cosa significa scegliere ora ?
Cosa scegliere ora ?
Prendiamo
alcuni minuti prima rispondere?
LA METANOIA ( LA CONVERSIONE)
Gesù
inizia la sua predicazione con un invito esplicito. Non gira intorno al
problema, non cerca mezzi termini, non cerca compromessi, non fa giri di
parole, non gira introno al problema.
Il
suo invito è chiaro.
Leggiamo
infatti nei vangeli le prime parole che Gesù rivolge a chi lo ascolta
Matteo
4,17
Da allora Gesu cominciò a
predicare e dire: “Convertitevi, perché si avvicinato il regno dei cieli”
Marco 1,14-15
...predicando il vangelo di Dio e
dicendo: “Il tempo è compiuto e si è avvicinato il regno di Dio; convertitevi e
credete nel vangelo”.
Nella
versione della Bibbia interconfessionale noi leggiamo : “Cambiate vita”, mentre nella
traduzione della Bibbia di Gerusalemme invece leggiamo “Convertitevi”, ma il senso è lo stesso. Nel testo originale in
lingua greca, noi leggiamo la parola “METANOIA”, la quale è stata tradotta sia
con “convertitevi” o “cambiate vita”.
Ma
letteralmente però dovrebbe essere tradotto con “girate su voi stessi”.
METANOIA”
quindi vuol dire letteralmente: cambiamento radicale, cambiamento di direzione
o di rotta…”
Questo
cambiamento di rotta, cambiamento radicale, applicato nella nostra vita
spirituale va inteso come un cambiamento
totale di noi stessi, una rotazione totale della nostra vita.
Perché
questo cambiamento di direzione o di rotta?
Con
le nostre opere attuale, non ispirate a Dio,
noi ci allontaniamo da Lui, se vogliamo tornare a Dio dobbiamo girarsi
su noi stessi e tornare indietro, impostare la nostra vita su altri valori,
impostarla su colui dal quale ci stiamo allontanando.
Tutti
noi siamo un po’ come quel giovane della famosa parabola del “figliol prodigo”
, che prese tutte le sue cose è se ne andò alla ricerca di chi sa cosa e in
questa sua ricerca si era allontanato dal Padre.
Oggi
l’invito per noi è tornare indietro, volgere le spalle a ciò che ci richiama lontano da Dio, girarsi su noi
stessi per tornare a Dio.
Questo
cambiamento va inteso come un cambiare il cuore e la mente. Perché andare
lontano da Dio vuol dire allontanarci con il cuore e la mente da Dio.
La
conversione non è solo comprendere che Dio esiste, o comprendere che Dio ci ama
La
conversione quella vera è un cambiamento del cuore e della mente che dura tutta
la vita.
Paolo
ci dice nella lettera ai romani: Non
conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la
vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui
gradito e perfetto. [iii]
Conversione è cambiare mentalità
Convertirsi è cambiare modo di pensare, modo di agire, modo di vivere, modo di amare, modo di sentire, di giudicare…
Noi eravamo su un cammino che
non conduceva a Dio, ed oggi siamo chiamati a tornare indietro… ornate indietro dal vostro cammino perverso
e dalle vostre opere malvagie. [iv]
E ancora possiamo leggere: Volgetevi a me e sarete salvi,[v]
Eravamo su una strada che era incompatibile con Dio.
Bob
Mumford racconta in un articolo un suo dialogo con Dio.
Bob
sente che Dio ci dice: “Bob io te siamo
incompatibili”
E Bob rispose: “Lo so Signore”
Allora
il Signore aggiunse: “IO NON CAMBIO”.
Se
vogliamo essere compatibili con il
Signore dobbiamo cambiare noi.
La
vita vecchia, la vita di prima, era una vita che ci portava lontano da Dio.
La
vita di prima ci spinge verso un luogo dove non c’è Dio.
Non
possiamo non dire che su questa via c’è chi ci spinge con forza, chi sarà
questa persona che ci spinge in questa strada?
Lo
stesso che suggerì ad Eva di mangiare del frutto dell’albero del bene e del
male.
La
scrittura ci invita a lasciare questa vita, e ci invita a farlo oggi, non
domani, non fra una settimana o fra un mese… oggi, adesso.
L’invito
è per oggi.
Leggiamo
nel profeta Isaia: L'empio abbandoni la
sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà
misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. [vi]
Cambiare Concretamente. Rinunciare a Satana
Cambiare
vita, cambiare mentalità, cambiare modo di pensare vuol dire rinunciare a molte cose.
Cambiare
questa vita, la conversione è innanzi tutto un rinunciare a Satana.
Questa
rinuncia a parole la facciamo tutti, chi di noi vuol essere servo di satana?
Con le parole nessuno, di fatto poi con le azioni e le opere, noi ci comportiamo come coloro che
appartengono a satana
Quando
noi facciamo le rinunce battesimali nelle varie occasioni che ci vengono
presentate (la notte di Pasqua e poi altre) il celebrante ci dice: rinunciate a satana
E
noi rispondiamo: Si Rinuncio.
Ma
poi ci sono altre due domande che ci pone il celebrante:
rinunciate a tutte le sue opere e le sue
seduzione?
rinuncia al peccato?
e noi rispondiamo “Si Rinuncio”
Ma
questa rinuncia molte volte è solo a parole.
Le
opere e i frutti di Satana sono il peccato in noi.
Lui
ci istiga continuamente a peccare, ma non è lui che pecca in noi, ma siamo
sempre noi a compiere il peccato.
Mi
diceva tempo fa un sacerdote: “quando sto nel confessionale mi sento come una
discarica autorizzata”. Ognuno scarica i suoi peccati come fosse un sacco pieno
di mondezza da gettare nel cassonetto.
Non
dobbiamo pensare al peccato come una serie di gesti o di azioni compiute.
Il
peccato non è solo una serie di opere
ingiuste o sbagliate, perché molti pensano che il peccato è solo una serie di
gesti o di azioni.
Ad
es,: ho detto delle bugie, ho bestemmiato, ho fatto sesso, ho rubato, ho
pettegolato, ho ferito il fratello ecc ecc
Questo
non è il peccato, esse sono le opere del peccato, il peccato è rifiutare
l’amore di Dio e questo rifiuto si vede nelle opere.
Il
peccato è rifiutare l’amore di Dio,
è non accettare l’amore di Dio verso di noi, è non compiere la sua volontà e
quindi le opere manifestano questo NO
all’ amore di Dio.
San
Giovanni ci dice: Non amate né il mondo,
né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui[vii]
Cambiare Concretamente. Rinunciare agli idoli
San
Giacomo ci dice: Non sapete che amare il mondo è odiare Dio?[viii] Il
segno di questo non amore verso Dio sono le opere che compiamo.
Leggiamo
infatti nella lettera ai Galati: Del
resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità,
libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia,
dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge…[ix]
Quindi non c’è da rinunciare
solo a satana, dobbiamo rinunciare anche ai frutti del nostro cuore: gli idoli.
L’idolo è ciò che occupa il
centro del nostro cuore ed occupa lo spazio che appartiene al nostro Dio.
L’idolo si annida al centro
del nostro cuore, quello dovrebbe essere il posto di Dio.
L’idolo è il nostro tesoro,
per il quale noi viviamo.
All’idolo noi ci asserviamo,
a lui ci inchiniamo e lo amiamo.
Ma cosa sono gli idoli, che
cosa è il nostro idolo?
Una volta anticamente gli
idoli erano gli dei del mondo greco-romano, poi sono diventati i vari dei, dei
popoli non cristiani…
Ma, oggi, noi possiamo dire
che i veri idoli sono il potere, il
sesso, gli hobby, il lusso, i viaggi, la famiglia, il lavoro, ecc. ecc .
Anche se oggi nessuno ammetterebbe
di avere degli idoli.
Il tentativo di questa nostra
società, del mondo di oggi è quello di
far sparire il peccato.
C’è una strategia demoniaca
che si sta realizzando… qualcuno disse che il capolavoro del demonio e stato quello di far credere che lui non
esiste.
In effetti moltissima gente
crede che il demonio non esiste.
Scomparso il diavolo,
scomparso il peccato, scompaiono gli idoli, Dio è relegato in luogo
inaccessibile, alla fine l’uomo diventa il centro dell’universo capace di
salvarsi da solo.
L’uomo diventa il Dio di se stesso.
L’uomo di oggi è di fatto un uomo che crede, ma solo che
ogni uomo crede al suo dio, un dio fatto su misura su se stesso.
Questa
è la strategia del demonio… indurci ancora una volta a mangiare dell’albero del
bene del male.
Scomparso
il peccato scompaiono gli idoli e allora a che serve Dio ?
Ma
gli idoli non sono scomparsi… sono nascosti sotto altri nomi che regnano
sovrani nel cuore dell’uomo.
Nessuno
oggi direbbe di essere un avaro con l’idolo del denaro… ma che è un
parsimonioso con un forte senso del risparmio.
Oggi
nessuno direbbe di avere l’idolo del potere….
Oggi
nessuno direbbe di avere l’idolo della sessualità…
Ecco
allora che la conversione è saper rinunciare agli idoli che ci sono nel nostro
cuore e lasciare che il oro posto sia preso dal Signore.
Ci
dice la scrittura: Convertitevi,
abbandonate i vostri idoli e distogliete la faccia da tutte le vostre
immondezze,[x]
CAMBIARE CONCRETAMENTE: Rinunciare ai sentimenti negativi
Il
terzo passo da fare e rinunciare ai nostri risentimenti e rancori.
Non
può esserci vera conversione se non c’è una rinuncia al nostro modo di pensare.
Molte
volte nel vostro cuore si annidano rancori e forti risentimenti.
Non
dico che arriviamo ad odiare ma certamente verso qualcuno un sentimento di
vendetta si potrebbe nutrire.
Di
quante persone aspettiamo che cadano, che sbagliano per finalmente godere della
loro disgrazia.
Quante
volte dietro il pensare: “finalmente si è scoperto per quello che era, io
l’avevo detto che prima o poi sarebbe caduto” c’è un sentimento di rivincita
che attendavamo da tempo.
Non
possiamo avere in noi questi sentimenti, non c’è li possiamo permettere.
Se
vogliamo essere trovati degni di Cristo dobbiamo avere in noi gli stessi
sentimenti che furono in Gesù.
Infatti
nel momento di maggior dolore Gesù ebbe solo sentimenti di misericordia verso
l’umanità.
Gesù
non tramò vendetta nel suo cuore, anzi il perdono regnò sovrano nel suo cuore.
E
così deve essere per noi, in noi, per essere trovati degni di Lui.
Ricapitolando
La
conversione si basa su tre azioni di rinuncia:
rinunciare
a satana
rinunciare
al peccato e agli idoli
rinunciare
ai nostri sentimenti sbagliati, cattivi e negativi.

Nessun commento:
Posta un commento